CCN/Aterballetto
Ceneri
regia e coreografia Marcos Morau
musica Giovanna Marini Le ceneri di Gramsci
Edizione Discografica “I Dischi di Angelica” – Ed. Nota 2006
sound design e composizioni originali Alex Röser Vatiché, Ben Meerwein
costumi Silvia Delagneau
ideazione luci CUBE.bz
produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
coproduzione Festival Aperto / Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
in collaborazione con AngelicA | Centro di Ricerca Musicale – Bologna
An echo, a wave
coreografia Philippe Kratz
sound designer Tommaso Michelini
produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Reconciliatio
coreografia Angelin Preljocaj
musica Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte in do diesis minore op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”
costumi Igor Chapurin
ideazione luci Cecile Giovansili
tratto dalla creazione del 2010 Suivront mille ans de calme
produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Solo Echo
coreografia Crystal Pite
musica Johannes Brahms
Sonata per violoncello e pianoforte in mi minore op. 38: I. Allegro non troppo
Sonata per violoncello e pianoforte in fa maggiore op. 99: II. Adagio Affettuoso
set design Jay Gower Taylor
costumi Crystal Pite & Joke Visser
luci Tom Visser
stager Eric Beauchesne
riallestimento per CCN/Aterballetto (2025)
produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Bologna
Pasolini, il mare, l’Apocalisse, Brahms, l’inverno. Sono alcune delle ispirazioni della serata con CCN/Aterballetto, composta con quattro firme coreografiche d’eccezione. Morau prende le mosse da Le ceneri di Gramsci – oratorio che Giovanna Marini compose sui testi dell’omonima raccolta poetica di P.P.P. – per contemplare la dissolvenza delle comunità. An echo a wave di Kratz è costruito sul moto naturale e ininterrotto delle onde, solcate da partenze, incontri, scontri e abbandoni. È un duetto anche Reconciliatio di Preljocaj, sviluppato sulla Sonata “Al chiaro di luna” di Beethoven e attraverso echi di “apocalisse”, intesa etimologicamente come disvelamento. Sono invece le sonate di Brahms per violoncello e pianoforte e la poesia Lines for Winter di Mark Strand a ispirare Solo Echo di Pite, che ci invita a riflettere su perdita e accettazione.
Prima della danza: sabato 13 marzo, alle 18 in Sala Corelli, Anna Bandettini in dialogo con Gigi Cristoforetti


















