In un mondo fatto di “Like” e di ricerca ossessiva di consensi, un personaggio come Bruna stona. Stona il suo aspetto poco rassicurante, la sua voce roca, la sua sigaretta sempre accesa. Perché a lei non interessa piacere, né essere simpatica. Ma è proprio per questo che tutti la amano.
Cantante di serie B, ha passato la propria gioventù fra balere della Versilia, conosce barzellette sconce e versi della Merini a memoria che sciorina una dietro l’altra, come se fossero parte della stessa frase. E canta. Canzoni mai sentite, bellissime. Così tanto belle da chiedersi: “come è possibile che non l’abbia mai sentite?”.
Accompagnata al pianoforte e fisarmonica da Franchino, fedele musicista, Bruna porta il pubblico dalla risata grassa alla lacrima dura nel giro di istanti. Come solo le grandi anime sanno fare.
Dal suo debutto – nel Novembre 2014 – Bruna non si è mai fermata: e c’è chi torna e ritorna a vederla, ascoltarla, conoscerla: lo spettatore torna per vedere ciò che conosce ma del quale non è mai sazio, perché il mondo del personaggio gli è ancora oscuro e affascinante.
Le canzoni – pescate dai vecchi repertori di Pasolini, Carpi, Bixio, e altri grandi compositori e poeti – sono state scelte per distruggere la facile abitudine ad ascoltare solo grandi successi, rendendo pigre mente e orecchie.


















